25/05/2011

Non amo che le rose che non colsi.

What might have been and what has been
Point to one end, which is always present.
Footfalls echo in the memory
Down the passage which we did not take
Towards the door we never opened
Into the rose-garden.

T.S.Eliot

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24/05/2011

Snocciolando, come i grani di un rosario

E' trascorsa anche questa giornata da paria, in cui il capo mi ha chiamato nel suo ufficio per chiedermi se va tutto bene. Mi ha telefonato al mio interno per scusarsi. Ed infine, mi ha inviato un sms personale per sapere come sto. Aria che si taglia col Machete: si improvvisa, insomma... Nel frullatore si sorride di angoli e prospettive che si ribaltano. Come il Dr Shepherd. Stoicamente mi distorco, ancora. Mi appropinquo all'altare sacrificale e ne vengo respinta. Vorrei essere Agatha e raccontare la mia storia di disforia e pareidolia, dispercezioni e paranoie. Stasera vorrei che prendesse in carico la mia anima e la stendesse su fogli bianchi in parole tutt'altro che candide.

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23/05/2011

Ma è una notte di Maggio

...io conosco la mia vita e ho visto il mare
e ho visto l'amore vicino da poterlo toccare...

 

sentirsi improvvisamente fortunata, comunque e nonostante tutto

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22/05/2011

Bene, grazie

Non mi chiedo come sto, ultimamente. La risposta, in ogni caso, è che non ho motivi per stare male. Perciò, evidentemente, sto "Bene, grazie". Il lavoro mi impensierisce più del solito, come la risacca, come la marea che recede prima di un'onda anomala. Il matrimonio, in compenso, si è trasformato in una collaborazione coordinata e continuativa, seppur senza progetto. Non c'è altro. Nient'altro che una quiete che prelude a tempeste. Impossibile goderne. Oggi è Santa Rita. A lei fui affidata, da bimba impossibile. Quell'impossibile che non rientra nei miei piani, eppure è balenato nella mia vita. Non tutto quel che brucia si consuma. Così, i giorni sgocciolano ed il cielo assume sfumature di azzurro diverse, via via che la stagione avanza. Ed intanto sfoglio i miei pensieri superficiali, accarezzo la superficie liscia delle cose, sfioro senza realmente toccare. Gli amici se ne stanno ai margini, eppure riescono ad inserirmi nei loro disegni. Io che amo fuggire, che non mi lascio conoscere, che non voglio farmi trovare. Nulla trattengo nella memoria e per nulla provo interesse. Di nessuno mi curo. Neanche di me. Mi manca il mio stesso sangue, il battito. L'ossessione no. Quella me la porto dentro. Silenziosa colonna sonora. Sfondo di ogni azione. Pensiero principe. Vicini troppo vicini. Ed io rimango distante. Per ora mi manco. Prima o poi torno.

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Il mio nome (non) è Matteo Moretti

E la verità è che

Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c'è

15:34 Scritto da: suz-anne | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

20/05/2011

Io ci voglio bene, ma non so se mi fa bene

La mia dottora dice che io mi diverto a tenere gli altri distanti.

21:52 Scritto da: suz-anne | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

18/05/2011

Manifesto

Ti faccio presente che
Ho quasi finito
Ho quasi finito anche la pazienza che ho con me

22:21 Scritto da: suz-anne | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

14/05/2011

Lady

From this time
Such I account thy love. Art thou afeard
To be the same in thine own act and valour
As thou art in desire? Wouldst thou have that
Which thou esteem’st the ornament of life,
And live a coward in thine own esteem,
Letting ‘I dare not’ wait upon ‘I would,’
Like the poor cat i’ the adage?


Macbeth, I Act, VII Scene - W. Shakespeare

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03/05/2011

(My only friend) The end

E...il pianto vero non ha lacrime, né spettatori né rifugi.

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

00:44 Scritto da: suz-anne | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

02/05/2011

Destini incrociati

Era un giorno di Giugno di 10 anni fa. Il mondo era ancora al di qua dell'11 Settembre. Gli aerei volavano senza particolari limitazioni ai passeggeri. Ed io rimanevo figlia di ferroviere: approdavo a Milano, dopo una notte in treno, con auto al seguito. Un'auto di un verde brillante, ben riconoscibile ed inconsueta. Quello che è successo dopo l'ho presente a tratti. La strada, i paesi, le rotonde, la casa, l'aeroporto, il terminal 1, le colleghe, le serate, i vestiti, le scarpe, le due torri, il contratto scaduto, l'affitto terminato, le ospitate, il ranocchio, le bande nere, Lambrate, gli extracomunitari, il nano camorrista, i trans del quinto piano, le telefonate, il bancario, il commercialista, la Fiat, i turni, il pool di segreteria, AV, sK, il lutto, i colloqui, la succursale, il mobbing, le risate, la pi-stescion, il mare, i cuscini, l'afa, i ladri, il grattacielo, le scatole, i francesi, il trasloco, il matrimonio, le vacanze, le foto, il blog, l'avvocato, la consulente, gli esercizi, i separati in casa, lc, l'11/11, ss, la cdb e paolino e la babi, le lingue, la disco, le sbronze, capodanno, la fine, l'attesa, la dottora, l'anca, il coordinamento, il battesimo, la Grecia. Ed un'altra auto verde brillante, ben riconoscibile ed inconsueta. La stessa che mi riporterà al Sud. Pare che abbiano ucciso Bin Laden: forse, davvero, stavolta, si chiude un ciclo. CIAO!

20:20 Scritto da: suz-anne | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Addio

Mio signore amato, non aver paura, non muoverti, resta in silenzio, nessuno ci vedrà, rimani così, ti voglio guardare, io ti ho guardato tanto ma non eri per me, adesso sei per me, non avvicinarti, ti prego, resta come sei, abbiamo una notte per noi, e io voglio guardarti, non ti ho mai visto così, il tuo corpo per me, la tua pelle, chiudi gli occhi, e accarezzati, ti prego, non aprire gli occhi se puoi, e accarezzati, sono così belle le tue mani, le ho sognate tante volte adesso le voglio vedere, mi piace vederle sulla tua pelle, così, ti prego continua, non aprire gli occhi, io sono qui, nessuno ci può vedere ed io sono vicina a te, accarezzati signore amato mio, accarezza il tuo sesso, ti prego, piano, è bella la tua mano sul tuo sesso, non smettere, a me piace guardarla e guardarti, signore amato mio, non aprire gli occhi, non ancora, non devi aver paura son vicino a te, mi senti?
Son qui, ti posso sfiorare, è seta questa la senti?
È seta del mio vestito, non aprire gli occhi e vedrai la mia pelle, avrai le mie labbra, quando ti toccherò per la prima volta sarà con le mie labbra, tu non saprai dove, ad un certo punto sentirai il calore delle mie labbra, addosso, non puoi sapere dove se non apri gli occhi, non aprirli, sentirai la mia bocca dove non sai, d’improvviso, forse sarà nei tuoi occhi, appoggerò la mia bocca sulle palpebre e le ciglia, sentirai il calore entrare nella tua testa, e le mie labbra nei tuoi occhi, dentro, o forse sarà sul tuo sesso, appoggerò le mie labbra, laggiù, e le schiuderò scendendo a poco a poco, lascerò che il tuo sesso socchiuda la mia bocca, entrando tra le mie labbra, e spingendo la mia lingua, la mia saliva scenderà lungo la tua pelle fin nella tua mano, il mio bacio e la tua mano, uno dentro l’altra, sul tuo sesso, finché alla fine ti bacerò sul cuore, perché ti voglio, morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perché ti voglio, e con il cuore tra le mie labbra tu sarai il mio, davvero, con la mia bocca nel cuore tu sarai mio, per sempre, se non mi credi apri gli occhi signore amato mio e guardami, sono io, chi potrà mai cancellare quest’istante che accade, e questo mio corpo senza più seta, le tue mani che lo toccano, i tuoi occhi che lo guardano, le tue dita nel mio sesso, la tua lingua sulle mie labbra, tu che scivoli sotto di me, prendi i miei fianchi, mi sollevi, mi lasci scivolare sul tuo sesso, piano, chi potrà cancellare questo, tu dentro di me a muoverti adagio, le tue mani sul mio volto, le tue dita nella mia bocca, il piacere nei tuoi occhi, la tua voce, ti muovi adagio ma fino a farmi male, il mio piacere, la mia voce, il mio corpo sul tuo, la tua schiena mi solleva, le tue braccia che non mi lasciano andare, i colpi dentro di me, è violenza dolce, vedo i tuoi occhi cercare nei miei, vogliono sapere sino a dove farmi male, fino a dove vuoi, signore amato mio, non c’è fine, non finirà, lo vedi?
Nessuno potrà cancellare questo istante che accade, per sempre getterai la testa all’indietro, gridando, per sempre chiuderò gli occhi staccando le lacrime dalle mie ciglia, la mia voce dentro la tua, la tua violenza a tenermi stretta, non c’è più tempo per fuggire e forza per resistere, doveva essere questo istante,
e questo istante è, credimi, signore amato mio, quest’istante sarà, da adesso in poi, sarà, fino alla fine.
Noi non ci rivedremo più, signore.
Quel che era per noi, l’abbiamo fatto, e voi lo sapete.
Credetemi: l’abbiamo fatto per sempre.
Serbate la vostra vita al riparo da me.
E non esitate un attimo, se sarà utile per la vostra felicità, a dimenticare questa donna che ora vi dice, senza rimpianto,
addio.

- Alessandro Baricco -

Seta

02:03 Scritto da: suz-anne | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cdr | OKNOtizie |  Facebook